Descrizione
Per il ciclo La Forteguerriana racconta Pistoia, martedì 9 aprile, alle 16, nella sala Gatteschi della biblioteca Forteguerriana, Gianluca Chelucci parlerà di Esperienze d’avanguardia e design d'autore a Pistoia negli anni ’60 e ’70. Al termine della conferenza, saranno presentati cataloghi e materiali originali relativi ai temi trattati, conservati nella biblioteca Forteguerriana o in collezione privata.
Negli anni del boom economico, il panorama dell’arte è scosso dalla rivelazione della Pop Art, che farà ufficialmente il suo debutto alla Biennale veneziana del 1964. La rivoluzione pop trasformerà radicalmente i modi dell’arte e gli stessi stili di vita influenzando i vari settori dell’architettura, dell’arredamento e del design, dell’editoria e del marketing pubblicitario, della moda, della musica, dello spettacolo.
A Pistoia, un gruppo di giovani artisti (Roberto Barni e Gianni Ruffi, cui si uniranno Adolfo Natalini e Umberto Buscioni, supportati dal critico Cesare Vivaldi), si farà interprete di una nuova sensibilità estetica (sospesa tra richiami alla tradizione toscana e i nuovi modelli pop), dando vita a un sodalizio artistico strutturato: la cosiddetta Scuola di Pistoia. Esaurita la sua fase propulsivo-programmatica, la Scuola si scioglierà sul finire degli anni Sessanta per cedere il passo alle poetiche autonome dei suoi fondatori.
In questi anni si consolida anche la collaborazione tra alcune significative figure del panorama artistico e professionale nazionale, di riferimento ufficiale o squisitamente d’avanguardia, con imprenditori e aziende del territorio pistoiese (come Poltronova e Planula) impegnate nel rinnovamento del concetto di arredo, nella produzione del mobile d’autore e del design d’invenzione.
Gianluca Chelucci, storico dell’architettura, è autore di studi sulla cultura estetica dell’Ottocento e del Novecento, con particolare riguardo al dibattito teorico-critico sui temi dell'architettura e delle arti decorative. Seguendo questi filoni di ricerca, si è concentrato soprattutto sull’ambiente pistoiese, con contributi dedicati allo sviluppo delle manifatture artistiche d’impronta eclettica e modernista, alla presenza di personalità eminenti nel settore dell’arte e dell’artigianato artistico fra le due guerre, alla produzione del mobile e al design degli anni ’60-’70.
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Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2024, 12:07
