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Negli spazi espositivi della Biblioteca San Giorgio, sabato apre Cratos, la personale di Luigi Petracchi

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Data :

9 dicembre 2024

Categorie:
Comune
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Descrizione

Si apre sabato 1 giugno alle 17, nelle vetrine e negli spazi espositivi interni della Biblioteca San Giorgio la mostra personale di Luigi Petracchi Cratos, che resterà visitabile fino al 7 luglio.
Nel progetto espositivo Cratos sono evidenti i riferimenti ai quattro elementi e alla luce, intesa in questo caso come simbolo di vita, saggezza, lungimiranza e trascendenza. Nella mitologia greca, Cratos era emblema di oppressione, di dominio estorto e ottenuto con la forza che tendeva a privare le persone della libertà e della bellezza (il cavallo ne è il simbolo), dell’autonomia di pensiero, parola, scelta e, perfino, della propria vita. Un’istallazione che allude a forme di violenza, sopraffazioni, abusi, soprusi e tirannie di ogni genere: da una parte ci sono i lavori che suggeriscono le modalità per acquisire consapevolezza e individuare possibili stargate dimensionali, dall’altra le suggestioni del non visibile ottenute dalla cosciente interpretazione dei simboli che si aprono davanti a noi. Una magica ed eterna unione degli opposti: finito e infinito, ombra e luce, immanenza e trascendenza di un oltre in perpetuo divenire.
Luigi Petracchi, ha iniziato a esporre agli inizi degli anni Settanta in Italia e all’estero. Nella sua carriera artistica ha approfondito varie tematiche, spingendo la sua arte a una rilettura alchemica e archetipica del reale e del quotidiano, sperimentando vari linguaggi estetici contemporanei e rendendo sempre più labili i confini fra le discipline artistiche e filosofiche. Molte le sue mostre e i riconoscimenti ricevuti. Dal 2020, insieme a Edi Pagliai, ha fondato e dirige Spazio Zero, un nuovo luogo espositivo dedicato alla promozione delle arti contemporanee e alla ricerca estetica nel Comune di Serravalle Pistoiese.
Come scrive il critico Maurizio Vanni: «L’esoterismo sta alla base di tutta l’opera di Luigi Petracchi: un artista che non ha come obiettivo quello di nascondere nel cuore dei suoi lavori particolari messaggi o di criptare i segreti della pietra filosofale a futura memoria, ma che desidera intraprendere e condividere un viaggio di conoscenza e auto-conoscenza. La sua può essere considerata una sorta di infinita azione di scoperta che si confronta con le quattro fasi alchemiche e con i quattro elementi. Un perpetuo divenire che lo porta a studiare, sperimentare, ideare, progettare e creare percorsi sempre nuovi che mette, di volta in volta, a disposizione del pubblico invitandolo a un vera e propria esperienza estetica iniziatica. Nelle sue composizioni e all’interno delle sue istallazioni site specific, oggetti, materiali, simboli, scritte, lettere, numeri e luci, allusi o manifestati in modo evidente, non sono mai casuali, ma la loro conoscenza non pregiudica, comunque, una possibilità percettiva soggettiva.»

Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2024, 11:34

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