Descrizione
In occasione della Festa europea della Musica, che si celebra il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, nelle 4 teche espositive al primo piano della biblioteca San Giorgio, divisa tra ingresso e sala Dipartimenti, è possibile visitare già in questi giorni una mostra dedicata all'opera, curata da Ilaria Rabatti.
I materiali bibliografici esposti, provenienti dalla Donazione Anna Paola Campori Mettel, riguardano soprattutto i libretti d'opera a stampa, databili per la maggior parte tra la seconda metà dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, con alcune propaggini novecentesche che giungono fino agli Sessanta (i due libretti per musica di Elio Pagliarani e Gino Negri).
Nel corso dell'Ottocento, l’opera lirica venne assumendo in Italia il risalto di un fenomeno artistico e sociale, svolgendo anche una spiccata funzione intermediaria nell'articolata compagine politico-sociale del paese. E il libretto, fin dalla nascita dell’opera, ha sempre avuto un ruolo fondamentale nel successo di questo genere musicale. L’acquisizione dei diritti su un libretto era sovente il primo passo da compiere in vista della produzione di un’opera, così come la mancanza di un buon libretto era una ragione che ne impediva la realizzazione.
Fino a quando fu in vigore la consuetudine di adattare a ogni rappresentazione la partitura e la scenografia alle esigenze dei cantanti o al gusto del pubblico, la stampa dei libretti fu affidata a tipografi locali. E proprio alla fretta, con la quale furono spesso costretti a ricomporre i testi a pochissimo dall’andata in scena, sono da attribuirsi i molti refusi tipografici contenuti talvolta nei testi. Successivamente, con l’affermarsi di una legislazione internazionale a tutela dei diritti di riproduzione, i testi dei melodrammi furono sempre meno soggetti a modifiche e i libretti stampati per l’occasione furono progressivamente sostituiti da libretti standard. Anche i testi poetici, come le partiture d’opera, divennero proprietà di impresari e di editori musicali (tra i più importanti in Italia vi furono Ricordi e Sonzogno). I libretti, se non in occasioni importanti, non presentarono nessun riferimento a una particolare rappresentazione e in genere non si indicò più l’anno di stampa (presente però nel timbro a secco). Inoltre, per iniziativa dell’editore Ricordi, dal 1870 circa, si cominciarono a sostituire a copertine spartane, copertine disegnate con soggetti che spesso evocavano scene dell’opera stessa, elaborate graficamente da importanti artisti e cartellonisti dell'epoca (Borzagni, Chini, Hohenstein, Mataloni, Villa e Metlicovitz).
Belli da vedere, oggetto da collezione per melomani, i libretti d’opera forniscono anche una serie di preziose informazioni sull’attività svolta dietro le quinte di ogni rappresentazione, divenendo fonti insostituibili sia per risalire alla genesi di un evento teatrale, sia per conoscere le vicende delle maestranze e degli operatori che ricoprirono i vari ruoli nel teatro d’opera.
A cura di
Contenuti correlati
- Estate in città 2026, gli appuntamenti da lunedì 13 a domenica 19 luglio
- Giostra dell'Orso 2026, pronto il drappo che andrà al Rione vincitore
- Eurogym 2026: dal 9 al 17 luglio in vigore un’ordinanza per garantire il regolare svolgimento della manifestazione
- Il sindaco Capecchi incontra i cittadini: al via un percorso di ascolto nei quartieri e nelle frazioni
- Giovani artisti under 35, torna il concorso "…una volta bastava un chiodo"
- Commissioni consiliari, definiti presidenti, vicepresidenti e componenti per il mandato 2026-2031
- Orari estivi, cambiano le aperture al pubblico di alcuni uffici comunali
- Leggere, raccontare e incontrarsi: con luglio al via il programma estivo di Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026
- Luglio Pistoiese 2026: emanata l’ordinanza per la sicurezza e il decoro durante gli eventi
- Scattato il periodo a rischio incendi boschivi, stop agli abbruciamenti
Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2024, 12:07
