Descrizione
Si è conclusa positivamente l’aggiudicazione del lotto relativo all’edificio di via Buonfanti. Dopo due aste pubbliche andate deserte nel corso dello scorso anno, ad aprile il Comune di Pistoia ha potuto ricorrere a una procedura negoziata diretta - prevista dal regolamento delle alienazioni - che ha permesso di individuare gli acquirenti di un immobile da tempo inagibile e coperto dalle impalcature.
Con un rialzo di 16.400 euro rispetto all’offerta minima prevista di 55.100 euro, l’immobile è stato aggiudicato per 71.500 euro a un raggruppamento di tre imprenditori (Scipio, Capone e Salamone). Nelle prossime settimane, la firma del contratto.
La procedura negoziata diretta si è svolta in due fasi. La prima, di carattere esplorativo, ha visto giungere all’Ente - entro la scadenza del 2 aprile - tre offerte. In un secondo momento, le due proposte di acquisto economicamente più vantaggiose sono state invitate a prendere parte alla conclusione del procedimento, presentando un rilancio, che ha visto attribuire l’immobile ai concorrenti che avevano proposto appunto l’offerta migliore.
Si è aperta così la strada per recuperare e risanare un fabbricato di tre piani situato a due passi dal centro storico, la cui destinazione d’uso è residenziale, mentre il piano terra può accogliere uffici e attività commerciali.
«L’esito positivo dell’alienazione di via Buonfanti, dopo due gare andate deserte, è certamente una buona notizia – evidenzia Margherita Semplici, assessore al patrimonio –. Centra, infatti, due obiettivi: consente di rigenerare e rimettere sul mercato un bene che altrimenti saremmo stati costretti a demolire, ma permette anche al Comune di reperire una nuova fonte di entrata. Appena vinte le elezioni, la giunta Tomasi si è posta il problema di trovare una soluzione per quell’edificio, che oggi si risolve nel modo migliore. È un risultato importante, che segue anche l’approvazione, nel 2019, del nuovo regolamento per la gestione del patrimonio immobiliare, arrivata dopo oltre vent’anni dall'approvazione del precedente.»
L’immobile, che risale all’Ottocento ma risulta di proprietà pubblica dalla fine degli anni Ottanta del Novecento, era stato inserito dall’Amministrazione comunale all’interno del Piano delle alienazioni nel 2018, con il nullaosta della Sovrintendenza, con l’obiettivo appunto di cederlo sul mercato. In caso di mancata vendita, considerato il cattivo stato di conservazione, l’unica alternativa possibile sarebbe stata quella della demolizione, opzione oggi definitivamente tramontata grazie alla buona riuscita dell’alienazione voluta dall’Amministrazione comunale.
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Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2024, 12:00
