In Auditorium Terzani, La mente kantiana. Cosa il cervello si mette in mente, incontro a cura della Fondazione Francis Bacon di Pistoia.
Interverranno Giorgio Vallortigara (Mind/Brain Center, Trento), Massimo Piattelli Palmarini (MIT, University of Arizona), Alberto Peruzzi (Università di Firenze), Enrico Bucci (Temple University Philadelphia). Conduce Alessandro Pagnini (Fondazione Francis Bacon)
Le ricerche di Giorgio Vallortigara, uno degli scienziati più creativi nell’indagare i meccanismi neurali della cognizione, stanno ridisegnando il confine che separa la biologia dal mondo astratto delle speculazioni metafisiche. Ne sono un esempio il suo saggio sull’origine della conoscenza, "Il pulcino di Kant" (Adelphi) e il suo romanzo, "Desiderare" (Marsilio), che hanno come protagonisti i pulcini. Specie a prole precoce, i pulcini sono il modello ideale per esplorare la mente allo stato nascente. Da esperimenti sul loro comportamento apprendiamo la loro straordinaria capacità di calcolo (è provato che, dopo la schiusa, eseguono, pur in maniera non verbale e non simbolica, le quattro operazioni dell’aritmetica); così come la loro capacità di elaborare, in assenza di qualsiasi esperienza, le informazioni provenienti dal mondo esterno in modo utile alla sopravvivenza.
La mente, argomenta l’autore, non è una tabula rasa. L’apprendimento dall’esperienza è possibile solo se il sistema nervoso possiede in partenza una struttura. Le ricerche sui pulcini rinforzano la tesi delle conoscenze innate che Lorenz ha sintetizzato nell’espressione «l’a priori kantiano è un a posteriori filogenetico». Una sapienza di cui noi umani non siamo depositari esclusivi e che ci porta a riconoscere che schemi di comportamento, predisposizioni, emozioni, organizzazioni neurali dell'uomo sono gli stessi di creature da cui ci dividono trecento milioni di anni di evoluzione.
A discutere della "mente kantiana" ipotizzata da questi studi, sono chiamati alcuni scienziati:
- Il fisico e scienziato cognitivo
Massimo Piattelli Palmarini, il quale, basandosi su recenti prospettive della neurolinguistica, affronterà l'apparente paradosso di casi di linguaggio praticamente intatto in soggetti il cui cervello è naturalmente o chirurgicamente alterato.
- Enrico Bucci, biochimico e biologo molecolare che nel suo recente "Geni, memi e bit" ha analizzato come informazione genetica, cultura e tecnologia concorrano alla costruzione della conoscenza in senso ampio, come patrimonio informativo oggetto di selezione naturale.
- Alberto Peruzzi, filosofo, che si è occupato di categorie in matematica e in filosofia della mente e che cercherà di approfondire la differenza tra idee innate e concetti apriori.
Giorgio Vallortigara è professore di Neuroscienze al Center for Mind/Brain Sciences dell’Università di Trento. È autore di moltissimi articoli scientifici su riviste internazionali e di libri divulgativi, tra i quali ricordiamo: Altre menti (il Mulino, 2000), Cervello di gallina. Visite (guidate) tra etologia e neuroscienze (Bollati-Boringhieri, 2005), Pensieri della mosca con la testa storta (Adelphi, 2021), Il pulcino di Kant (Adelphi, 2023), A spasso con il cane Luna (Adelphi, 2025). Ha recentemente pubblicato Desiderare (Marsilio, 2025), il suo primo romanzo.